In occasione dell’edizione 2026 dell’Internet Festival, il terzetto composto da Beatrice Lami, Giuseppe Andrea L’Abbate e me, ha presentato lo speech “Elogio alla follia digitale”, un intervento dedicato al tema della CyberSecurity e al rapporto, sempre più complesso, tra comportamento umano, tecnologia e sicurezza informatica.
Partendo dalla parola chiave che ha caratterizzato questa edizione del Festival, “Sapienza”, i tre relatori hanno scelto di esplorare il suo contrappunto simbolico: la Follia. Non una follia intesa come perdita di razionalità in senso clinico, ma come metafora di quei comportamenti impulsivi, superficiali e talvolta irrazionali che, nel mondo digitale, possono trasformarsi in vulnerabilità concrete.
La follia digitale si manifesta ogni giorno nelle nostre abitudini tecnologiche: un clic frettoloso su un collegamento sospetto, una password riutilizzata su più servizi, un aggiornamento rimandato, un’autorizzazione concessa senza verificarne la provenienza o un messaggio apparentemente innocuo che nasconde un tentativo di phishing. Gesti spesso automatici, dettati dalla fretta, dalla distrazione o dall’eccessiva fiducia negli strumenti che utilizziamo, capaci tuttavia di compromettere la sicurezza di persone, organizzazioni e informazioni.
È proprio in questa distanza tra ciò che sappiamo e ciò che facciamo che si inserisce il messaggio centrale dello speech: la sicurezza informatica non dipende esclusivamente dalla tecnologia, ma anche dalla qualità delle nostre decisioni quotidiane.
Come accade per la salute, anche la sicurezza digitale richiede attenzione, costanza e prevenzione. Le buone pratiche di igiene informatica: dall’utilizzo di password robuste e univoche all’autenticazione a più fattori, dalla verifica delle comunicazioni ricevute all’aggiornamento regolare dei dispositivi, fino alla gestione consapevole dei dati personali, rappresentano strumenti fondamentali per ridurre i rischi e costruire una cultura della sicurezza realmente efficace.
In un contesto in cui le minacce evolvono rapidamente e le tecnologie diventano sempre più pervasive, la conoscenza da sola non è sufficiente: occorre trasformarla in consapevolezza e, soprattutto, in comportamento responsabile. La vera sfida consiste nel riconoscere quei meccanismi di distrazione, abitudine e fiducia eccessiva che ci portano ad abbassare la guardia proprio quando dovremmo prestare maggiore attenzione.
“Elogio alla follia digitale” propone così una riflessione sul delicato equilibrio tra sapienza e imprudenza, tra innovazione e responsabilità, invitando il pubblico a guardare con spirito critico alle proprie abitudini digitali.
Perché, se la sapienza ci aiuta a comprendere i rischi, è la consapevolezza a guidarci verso scelte più sicure. E, nell’universo digitale, la prima linea di difesa siamo ancora noi.
Le slide non sono disponibile online ma possono essere richieste agli autori.




